di Franco Mostacci e Monica Montella

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha destinato alla città di Roma finanziamenti per 9,4 miliardi di euro, cui si aggiungono ulteriori 2,2 miliardi previsti per le opere legate al Giubileo 2025[1].
Si tratta di un volume di risorse straordinario che, se utilizzato in modo efficace, potrebbe trasformare il volto della Capitale.
Roma si estende su un territorio vasto, abitato da 2,8 milioni di residenti, ai quali si sommano quotidianamente migliaia di lavoratori pendolari provenienti dall’area metropolitana. La sua storia millenaria, il patrimonio artistico e culturale unico al mondo e il ruolo centrale della Santa Sede la rendono una delle principali mete turistiche globali. In quanto Capitale d’Italia, ospita inoltre Ministeri, ambasciate, università pubbliche e private, centri di ricerca e poli sanitari d’eccellenza.
Gli interventi previsti dal Pnrr abbracciano le molteplici dimensioni della città e coinvolgono diversi attori responsabili della loro realizzazione.
Al 13 dicembre 2024[2], i progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza localizzati nel comune di Roma Capitale sono 8.096 e valgono 9,418 miliardi di euro. Di questi, 7,75 miliardi sono finanziati direttamente dal Pnrr[3], mentre la parte restante è coperta da altri fondi, tra cui 1,1 miliardi dello Stato e 400 milioni dei privati.
L’attenzione riservata a Roma è evidente anche nel confronto con le altre grandi città italiane: rispetto ai 7,75 miliardi del Pnrr destinati alla Capitale, Milano riceve 2,9 miliardi, Napoli 2,5, Bologna 1,8, Torino 1,6, Genova e Bari 1,4 miliardi ciascuna, mentre Palermo e Catania si attestano intorno al miliardo di euro.

Fonte: Italia Domani (open data)
La misura con il maggior finanziamento, pari a circa 1,3 miliardi di euro, è la componente M1C3 Turismo e cultura 4.0. Al suo interno rientrano: 460 milioni di euro destinati al programma Roma Caput Mundi, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio culturale della Capitale (soggetto attuatore: Comune di Roma Capitale)[4]; 244 milioni di euro per il progetto Cinecittà, volto allo sviluppo dell’industria cinematografica ( Soprintendenza speciale archeologia belle arti e paesaggio di Roma; Cinecittà S.p.A.; Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia; Comune di Roma Capitale); 130 milioni di euro per la digitalizzazione delle collezioni di musei, archivi, biblioteche e altri luoghi di cultura (Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale).
Alla componente M1C1 Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pubblica Amministrazione sono destinati 1,16 miliardi di euro. Tra questi, 339 milioni finanziano 45 progetti di cybersecurity, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza informatica (Agenzia per la Cybersicurezza nazionale), 244 milioni sono destinati a 84 progetti per il potenziamento delle infrastrutture digitali negli uffici pubblici con sede a Roma. Infine, 202 milioni sono investiti nel capitale umano per rafforzare l’ufficio del processo e ridurre le disparità tra tribunali (Ministero della Giustizia).
Alla componente M4C2 Dalla Ricerca all’Impresa sono destinati 1,07 miliardi di euro. Di questi, 248 milioni finanziano il potenziamento delle strutture di ricerca e la creazione di campioni nazionali di R&S in alcune tecnologie chiave abilitanti (Centro nazionale per la biodiversità e altri centri di ricerca)[5], 238 milioni sono assegnati ai progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN), ripartiti tra università ed enti di ricerca. Infine, 233 milioni sostengono gli importanti progetti di comune interesse europeo (IPCEI), sotto la supervisione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Alle due componenti M6C1 Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale e M6C2 Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario, entrambe parte della missione Salute, sono destinati rispettivamente 890 milioni e 691 milioni di euro. Le risorse sono gestite dal Ministero della Salute, dalla Regione Lazio e dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas).
Altri interventi rilevanti prevedono 400 milioni di euro per il ripristino e la tutela dei fondali e degli habitat marini (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale)[6]; 293 milioni sono destinati al potenziamento del parco autobus regionale per il trasporto pubblico, con l’acquisto di autobus a pianale ribassato a zero emissioni, e 220 milioni allo sviluppo del trasporto rapido di massa (Comune di Roma Capitale).
Per l’efficienza energetica, 176 milioni finanziano 507 interventi su condomini e abitazioni singole per il rafforzamento dell’ecobonus. Al settore della giustizia sono assegnati 173 milioni per la costruzione, riqualificazione e rafforzamento degli immobili destinati all’amministrazione giudiziaria (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).
Nel settore energetico, 158 milioni sostengono il rafforzamento delle reti di distribuzione dell’energia elettrica Smart Grid (Areti Spa). Infine, 119 milioni sono destinati ai piani urbani integrati nelle aree di Corviale, Tor Bella Monaca, complesso del Santa Maria della Pietà e per le biblioteche comunali.
Tra i soggetti attuatori la maggior parte dei fondi del Pnrr (integrati da ulteriori fonti di finanziamento) è gestita da Roma Capitale (1,08 miliardi), seguono la Regione Lazio (955 milioni), l’Ispra (402 milioni), Agenas (376 milioni). Il Ministero della Salute gestisce 341 milioni, mentre l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale amministra 339 milioni. L’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale dispone di 281 milioni, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy di 260 milioni e il Ministero della Giustizia di 202 milioni.
Gli oltre 8.000 progetti finora avviati hanno una durata media prevista superiore ai due anni. La fase più lunga è quella dell’esecuzione, dalla quale dipende in larga misura il successo delle singole misure, nel rispetto del termine inderogabile di conclusione del Pnrr, fissato al 31 dicembre 2026.

Fonte: Italia Domani (open data)
Analizzando lo stato di avanzamento dei progetti, emerge che l’1% si trova ancora in una fase preliminare, comprendente programmazione, progettazione, scelta del soggetto esecutore o dell’aggiudicatario in caso di gara d’appalto. Complessivamente, il valore dei progetti già avviati ammonta a 6,4 miliardi di euro, pari all’82,8% del totale. Tuttavia, solo una quota minima, pari a 483 milioni di euro, è stata effettivamente portata a termine.
Per la maggior parte dei progetti ancora in corso, pari a 5,8 miliardi di euro, il completamento è previsto dopo il 13 dicembre 2024 (data di riferimento dei dati), mentre 589 progetti, per un valore di 150 milioni di euro, non sono stati conclusi nei tempi stabiliti. Un ulteriore 8,8% dei progetti, per un valore di 684 milioni di euro, deve ancora essere avviato (un terzo dei quali riguarda lo sviluppo del trasporto rapido di massa).
Un dato critico riguarda il 7,3% dei progetti (566 milioni di euro), che ha subito ritardi nella fase di avvio. Nella maggior parte dei casi, il completamento non è ancora avvenuto ed esiste la possibilità di recuperare il tempo perso. Tra questi, 15 progetti, per un valore complessivo di 5,6 milioni di euro, risultano ancora in esecuzione, anche se dovevano già essere completati.
Osservando le tempistiche di realizzazione, si evidenzia che: l’1% dei progetti è ancora in fase iniziale; il 6,2% è stato completato (483 milioni di euro); il 90,7% ha una data di ultimazione successiva al 13 dicembre 2024; il 2% (155 milioni di euro) è in ritardo.
I ritardi più significativi nella fase di completamento si concentrano nella Missione 4 – Istruzione e Ricerca (5,7%), in particolare nel piano di messa in sicurezza e riqualificazione dell’edilizia scolastica, dove 70 interventi su 128 non hanno rispettato le tempistiche previste.
Rispetto al quadro complessivo del Pnrr, i progetti localizzati a Roma mostrano una maggiore incidenza di avvii tardivi (7,3% contro il 6,8%), ma un’incidenza inferiore per quelli non completati entro i termini (2% contro 3,5%).
Sebbene sia ancora prematuro trarre conclusioni definitive sul rispetto delle scadenze, i ritardi già accumulati fanno temere che diversi progetti possano incontrare difficoltà nel rispettare il termine ultimo del 31 dicembre 2026. La frammentazione degli interventi suggerisce, inoltre, che l’impatto su Roma e sulla sua area metropolitana non sarà tale da segnare un’epoca e difficilmente lascerà un’impronta significativa nella storia millenaria della città.
La piattaforma centralizzata Regis dovrebbe essere un utile strumento per monitorare l’avanzamento dei progetti legati al Pnrr, garantendo una visione complessiva e puntuale della loro realizzazione e avrebbe consentito di tracciare in tempo reale l’avanzamento di ciascun progetto, evidenziando tempestivamente eventuali ritardi o difficoltà. Nello specifico di Roma, avrebbe agevolato la comunicazione tra i numerosi attori coinvolti, come Roma Capitale, Regione Lazio, ministeri, e altri enti.
_____________________________________________________
[1] Le opere del Giubileo sono di competenza di una struttura Commissariale che fa capo al Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri e la loro gestione è effettuata dalla società pubblica Giubileo 2025 spa. Gli stanziamenti per le celebrazioni del Giubileo ammontano a 2,25 miliardi di euro (1,41 miliardi con Legge 234/2021; 212 milioni con Legge 112/2023; 608 milioni con Legge 213/2023). Il valore complessivo dei 327 interventi previsti è di 4,3 miliardi di euro, se si considerano gli altri finanziamenti già disponibili (inclusi i 500 milioni della misura ‘Caput Mundi’ del Pnrr).
[2] A tale data la ricognizione fa riferimento a 269,299 progetti già definiti, per un importo di 140,4 miliardi di risorse Pnrr, il 72% dei 194,4 complessivamente previsti (fonte: Italia Domani, Catalogo Open Data).
[3] A questi andrebbero aggiunti altri 947 milioni per l’intero Lazio e 81 milioni per la città metropolitana di Roma, non ripartibili tra i Comuni, ma di cui beneficiano in quota parte anche cittadini e imprese di Roma.
[4] Le submisure previste sono 5: Percorsi giubilari 2025 (133 milioni di euro, 115 progetti); La città condivisa (71 milioni, 63 progetti); Mi tingo di verde (55 milioni, 57 progetti); Roma 4.0 (20 milioni 15 progetti); A mano tesa (17 milioni, 4 progetti.
[5] I progetti sono 1.998 (circa un quarto del totale di quelli localizzati su Roma), con 36 diversi soggetti attuatori, tra cui La Sapienza (97 milioni euro), il Cnr (48 milioni), Tor Vergata (35 milioni), Roma Tre (27 milioni). Il database non specifica in cosa consistano i singoli progetti e quali siano i risultati attesi.
[6] Pur essendo attribuito al comune di Roma, dove ha sede l’Ispra, questo investimento ha carattere nazionale.